sabato 1 luglio 2017

A spasso nella Tuscia, la terra degli Etruschi


Paesaggio della Tuscia viterbese - Foto di Monica Gatti
Tutte le foto dei post e dei video sono di Monica Gatti

Ormai sono già alcuni giorni che sono tornata al lavoro nei miei uffici di Bologna; del mio ultimo viaggio mi sono rimasti ricordi, sapori, colori e odori.
La Tuscia, la terra degli estruschi, è un territorio poco conosciuto dal turismo di massa. I suoi piccoli centri abitati, dalle stradine assolate e ripide, sono battuti soprattutto da colti turisti stranieri che amano ammirare chiese, basiliche, siti archeologici, per poi cenare romanticamente a lume di candela nelle osterie tipiche della zona, mentre l'aria si impregna del profumo dolce dei gelsomini.

Giugno è un mese perfetto per dedicarsi al turismo culturale, le sue giornate sono le più lunghe dell'anno e non è ancora considerato alta stagione, di fatto in questo periodo, in alcuni territori, i turisti proprio scarseggiano, come nella Tuscia!
Questo porta il notevole vantaggio di avere interi monumenti, alcuni anche molto famosi, tutti per sé! ...e lo svantaggio che non sempre alcuni servizi sono attivi.....tuttavia personalmente ritengo che i vantaggi siano superiori rispetto agli svantaggi, perciò, in maniera spassionata consiglio vivamente, se si può, di sfruttare Giugno per visitare la nostra bella Italia.

Comunque ora basta, ho blaterato anche troppo!
Passiamo alle informazioni, semplici, chiare ed immediate affinché possiate programmare un bel viaggetto nella terra degli Etruschi!

Primo Giorno - La Valle dei Calanchi, Lubriano e Civita di Bagnoregio

La nostra meta era Tuscania e nel viaggio di andata siamo passati vicino alla Valle dei Calanchi....anche se l'avevamo già visitata, non potevamo non tornare ad ammirare Civita di Bagnoregio, la città che muore.




Se siete fotografi professionisti o anche semplici dilettanti, vi consiglio di fermarvi prima a Lubriano.
Lubriano è un borgo che non conta nemmeno mille anime ed è la più bella terrazza panoramica sull'intera Valle dei Calanchi e su Civita.
Se volete mettervi alla prova come fotografi di paesaggi e panorami, allora avrete a vostra disposizione ben tre piazze che si affacciano sulla valle.
La prima è quella antistante alla Chiesa barocca della Madonna SS. del Poggio, la seconda è piazza Col di Lana, ma quella in assoluto più bella è piazza San Giovanni, il salotto buono del Paese, dove si trova la fontana della Puccciotta e Palazzo Monaldeschi, bellissimo esempio di tardo barocco.
Palazzo Monaldeschi fa parte del circuito delle residenze storiche. I suoi prezzi sono buoni, quindi consiglio veramente di prenderlo in considerazione. Nel palazzo si trova anche il ristorante Hostaria dal Ponte. In Paese sono comunque molto conosciuti e consigliati Il Frantoio e Il Vecchio Mulino.

Il pomeriggio lo abbiamo passato a Civita, dove abbiamo stretto amicizia con una simpaticissima ragazza commessa nel negozio Acqua di Civita, che ci ha dato ottime dritte per le nostre escursioni.


Secondo Giorno - Bolsena e Montefiascone



Il secondo giorno lo abbiamo dedicato a Bolsena, delizioso borgo adagiato sulle acque dell'omonimo lago.
Io e Gabry ci siamo rincorsi per i vicoli senza tempo del paese, saltellato lungo il camminamento della Rocca Monaldeschi, finché dopo averlo trascinato a "zampettare" sotto il sole cocente tra i resti del sito archeologico dell'antica Volsinii e poi nelle fredde catacombe che accolsero il corpo di Santa Cristina, Gabry perdeva il suo aplomb ed esclamava "Ora basta! ti ho fatto un sacco di fotografie, prima mi hai portato sotto il solleone tra tutte le sterpaglie, poi al freddo sottoterra, ora andiamo a mangiare!"

Era la prima volta che vedevo Gabry "ingrufirsi" quindi ho capito che avevo tirato troppo la corda e ho deciso di farmi perdonare.
Un bel bicchiere di vino bianco fresco con melone e ciambellone, sotto il portico arieggiato di una deliziosa tavernetta con vista sulla Rocca e poi pranzo sul lungolago.

Bolsena è un'escursione adatta a grandi e piccini.
Per i più grandi ci sono i siti archeologici,  le chiese, siamo infatti nella città del miracolo ecuaristico e di Santa Cristina, mentre i piccoli si potranno divertire visitando la rocca Monaldeschi dove è presente anche un bellissimo acquario.

In alta stagione è poi possibile fare delle escursioni nelle isole del lago.

Ormai riposati e rifocillati, ci siamo diretti a Montefiascone, dove abbiamo visitato la Rocca dei papi e comprato il celeberrimo vino EST EST EST. 
Dal belvedere di Montefiascone si può ammirare la più bella veduta del lago di Bolsena.

A chi consiglio questo itinerario?
Civita e Lubriano agli amanti della fotografia, alle famiglie.
Bolsena è per tutti per chi ama il turismo culturale, il turismo religioso, per chi ha famiglia.
Montefiascone bhe qui è specifico per i wine lovers!!!

I primi due giorni sono volati,  nel prossimo post .... tantissime altre idee sempre legate alla Tuscia; nel frattempo io e Gabry, che come potete vedere si è proprio trasformato in un gatto ingrufito auguriamo a tutti



lunedì 5 giugno 2017

Da Camaldoli a .....San Francisco, sulle orme del "frate cercantone"


Sentiero che si si snoda nella foresta casentinese, Camaldoli - Foto di Monica Gatti
Iniziamo con lo spiegare il titolo, che è un chiaro omaggio all'irriverenza simpatica di mio padre. Se avete letto i post precedenti sicuramente saprete già che papà, scherzando, aveva dichiarato che in vecchiaia avrebbe voluto dedicarsi alla vita monastica, pace, serenità, studio, contatto con la natura.

Ebbene, l'idea gli era venuta visitando il monastero e l'eremo di Camaldoli che si trovano nel Parco delle foreste casentinesi. Vedendo un bel fratacchione pasciuto intento a vendere liquori e unguenti all'antica farmacia del monastero, maturò l'idea di diventare "frate cercantone".

Gabry ed io siamo capitati per caso a Camaldoli, in realtà la nostra meta originaria era Poppi, ma abbiamo avuto la malaugurata idea di metterci in viaggio durante il week - end del due giugno, così dopo ore di viaggio, in coda in autostrada, abbiamo deciso che era meglio se cercavamo una meta più rilassante e così, su due piedi abbiamo detto, "ok, Camaldoli, perchè no?"

Ingresso del Monastero di Camaldoli - Foto di Monica Gatti
Siamo arrivati che erano quasi le due del pomeriggio.....io ero letteralmente "ingrufita".
Si avete letto bene, ingrufita. E' una parola che non esiste in italiano e che fa parte del mio "lessico familiare". La persona ingrufita è una persona che in quel preciso momento è incupita, noisa, a tratti sgodevole. Le cause del mio "ingrufimento" sono sempre due e ricorrenti: quando non ho dormito bene e.... quando sono affamata. Bhe, sono una persona molto elementare, all'azzeramento dei bisogni della scala di Maslow corrisponde il mio ingrufirsi.

Fortunatamente sul lato opposto della strada che porta all'eremo, quasi di fronte al monastero si trovano due locande ristorante che fanno un'ottima schiacciata!
La schiacciata di Camaldoli potrei definirla un misto tra la crescia marghigiana e un panino arabo per la forma. E' ottima soprattutto se imbottita con salumi, formaggi o salsiccia.
Dopo essermi rifocillata (San Gabriele aveva fatto la fila per acquistare le schiacciate), ero tornata di buon umore.

No, non ho fatto foto della schiacciata. Ero troppo occupata a soddisfare il mio bisogno primario.
Anche il monastero ha il suo ristorante, il pranzo nei giorni feriali viene 15 Euro, 17 in quelli festivi, mentre la cena costa 12 euro. E' necessario prenotare presso il bar o telefonando alla foresteria.

Uno dei chiostri interno al Monastero di Camaldoli - Foto di Monica Gatti

Al monastero di Camaldoli potrete visitare l'antica farmacia dei monaci, dove venivano lavorate sin dal 1331 tutte quelle sostanze utili alla cura degli ammalati dell'Ospedale di Camaldoli che si trovava nei locali del monastero che ora sono adibiti a Foresteria.

Antica spezieria del monastero di Camaldoli - Foto di Monica Gatti

Attualmente al monastero vivono quei monaci che fanno vita di comunità, ovvero i cenobiti.
I monaci organizzano parecchie attività di studio e convegni a cui si può partecipare e che vengono pubblicizzate come le settimane di Camaldoli. Se si è interessati, si può alloggiare presso la foresteria del monastero. Quest'ultima durante i convegni - settimane di studio è riservata unicamente ai partecipanti agli eventi, negli altri mesi dell'anno è invece aperta a tutti.

Se invece vi interessa fare solo delle bellissime passeggiate nella foresta casentinese allora potete alloggiare presso l'albergo Camaldoli della famiglia Tassini, oppure presso la locanda dei Baroni, della famiglia Baroni, che si trova proprio accanto a quella della famiglia Tassini.

Se cercate un ambiente meno spartano, allora potreste alloggiare presso il Borgo i Tre Baroni, gestito sempre dalla medesima famiglia.

Chiesa del monastero di Camaldoli - Foto di Monica Gatti
Se volete fare una visita "completa", oltre al monastero e all'eremo vi suggerisco di prenotare la visita alla Mausolea. Si tratta di una antica villa dalle cui vigne viene prodotto il Borbotto rosso, il Borbotto bianco e i vini da dessert Il Musileo e il Borbotto Passito. Tutti i vini della Mausolea sono in vendita sia presso l'eremo, sia presso il monastero

Su prenotazione si effettuano visite guidate alla villa e alle cantine, con degustazioni di prodotti.

Nei boschi delle foreste casentinesi - Foto di Monica Gatti
Ritornando alla "narrazione degli eventi", dopo essermi rifocillata, dopo avere visitato il monastero e dopo avere assolto al mio compito di blogger, ovvero avere raccolto tutte quelle informazioni che possono esservi utili per organizzare un bel viaggetto da queste parti, ho trascinato il mio compare nei boschi, per giungere all'eremo.

Vi consiglio caldamente le scarpe da trekking, io ho fatto la stupidaggine di mettermi le superga e ....mai più!!!! Al termine della giornata avevo i piedi doloranti e anche sbucciati.

Chiesa all'interno dell'Eremo di Camaldoli - Foto di Monica Gatti
Presso l'eremo vivono i monaci che non fanno vita di comunità ma che si dedicano unicamente alla vita contemplativa.

Le case degli eremiti presso l'eremo di Camaldoli - Foto di Monica Gatti
Ognuno ha la sua casetta all'interno dell'eremo.
I visitatori possono accedere all'eremo solo ad orari prestabiliti e possono visitare la chiesa e la cella di San Romualdo Abate.

Quando papà vide la cella di San Romualdo ebbe a dire che si trattava veramente di un bell'appartamentino, questo rafforzò la sua idea di darsi all'eremitaggio.

Particolare della cella dell'Abate Romualdo, Eremo di Camaldoli - Foto di Monica Gatti

Particolarissima è la Chiesa dell'eremo.
Originariamente era romanica, poi purtroppo venne distrutta nel Seicento e ricostruita secondo il gusto dell'epoca....un rococò napoletano che è un esplosione di colori, ori e stucchi.

Interno della Chiesa dell'Eremo di Camaldoli - Foto di Monica Gatti
La chiesa al suo interno nasconde altri gioielli, come una ceramica del Della Robbia e alcuni splendidi affreschi.

Ceramica di Della Robbia, eremo di Camaldoli - Foto di Monica Gatti
Siamo giunti quasi al termine del post, e voi vi starete chiedendo perché nel titolo ho ricordato San Francisco.

Ebbene, la congregazione dei simpatici monaci camaldolesi si è spinta fino in California dove in un altro bellissimo luogo a Big Sur hanno creato New Camaldoli!

Guardando le foto del sito so già cosa avrebbe detto papà.


Foto tratta dal sito del Monastero di New Camaldoli, in California
La giornata era ormai al termine.

Ci siamo diretto a casa, ma prima abbiamo fatto tappa a Bagno di Romagna.

Il nostro aperitivo a Bagno di Romagna - Foto di Monica Gatti
Dove abbiamo concluso degnamente la nostra mini gita di un giorno.