martedì 5 giugno 2012

Schiap la rivale di Mademoiselle


“Ma una cosa è certa, io nella boccia dei pesci non ci vado” così parlava la piccola coprotagonista de “L’eleganza del riccio” e probabilmente qualcosa di simile deve avere attraversato la mente di Elsa Schiapparelli quando sposava William de Wendt de Kerlor, affascinante nobile svizzero che l’avrebbe poi condotta in America, lontano dalla monotona e ipocrita vita da salotto dell’aristocrazia italiana, ma che l’avrebbe anche presto abbandonata, dopo avere sperperato la sua dote. Sola, con una figlia che morirà di poliomelite, Elsa Schiapparelli si trasferisce a Parigi e da questo momento inizia la sua folgorante ascesa nel mondo della moda.

Elsa con il famoso cappello/scarpa disegnato da Dalì

Sembra un film la vita di Elsa Schiapparelli, una delle couturier più innovative del XX secolo, la grande rivale di Mademoiselle, tuttavia neppure una semplice serie televisiva è stata girata su di lei, a differenza di quanto accaduto per Coco….gli italiani si sa, hanno la memoria corta.

Abito disegnato da Cocteau per Elsa

Era nobile Schiap (così la chiamavano i francesi), la famiglia della madre discendeva dai Medici e illustri scienziati e letterati affollavano il suo albero genealogico, eppure lei a fare la bambolina non ci stava e Parigi le offrì libertà e la possibilità di diventare quella donna che diventerà l’emblema della sua casa di moda: una femmina consapevole dei suoi mezzi, che acquista un ruolo sempre più centrale nella società e che si pone in rapporto paritario e talvolta anche competitivo con il suo compagno, uscendo finalmente dall’ombra dell’uomo.
Ogni stilista disegna per una donna, la sua donna, e la donna di Schiap esprimeva la sua forza e indipendenza con una siluhette slanciata e decisa e con spalle squadrate e fortificate (tema poi ripreso da Armani negli anni ’80).

Abito "Lacrima" disegnato da Dalì

Le creazioni di Schiap mi stupiscono ancora oggi, rivelano un animo libero, dissacrante e ironico, non a caso frequenterà l’avanguardia dadaista e surrealista: Cocteau, Dalì, Gide, Picasso ecc.
Salvator Dalì, pittore dallo stile flamboyant, collaborò con la Schiapparelli e da questo connubio nasceranno provocanti abiti, ora ammirati al Metropolitan o al Philadelphia Museum: l’abito lacrima, il cappello a forma di scarpa, e il dissacrante abito in etamine di seta bianca e arancio stampato con un’aragosta circondata da ciuffi di prezzemolo. Chi mai avrebbe potuto indossare un simile vestito? Semplice, la donna che fece tremare il Regno britannico, colei per la quale un re rinunciò al trono: Wallis Simpson. Capito che tipo di clienti aveva Schiap?

Abito Aragosta 

Wallis Simpson, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Arletty, Mae West (la Marilyn degli anni ’30).

Il Bustino

Fu proprio sulle forme generose della West che Schiap creò la bottiglietta del suo famoso profumo Shocking detto anche “il bustino”. L’irriverente e ironico flacone verrà poi spudoratamente copiato da Gaultier.

Il Rosa Shocking inventato da Schiap

Ebbene si, Elsa Schiapparelli era proprio così: shoccante, come il colore che creò e che la identifica, il rosa shocking, uno dei miei colori preferiti, perché se gli stilisti sono dei veri artisti, hanno tutti un colore che permette di identificare le loro opere, come accadeva con i grandi pittori del rinascimento, e Schiap era un artista anche se Coco amava definirla “l’italiana che fa vestiti”, rivelando una malcelata invidia verso una collega che invece sapeva fare vivere negli abiti che creava il suo mondo onirico e le  fantasie legate al mondo dell’infanzia.

Lo Skeleton Dress sempre opera di Dalì in connubio con Schiap

Strano destino quello di Schiap, una cometa la cui luce si è dissolta alla fine della seconda guerra mondiale per lasciare posto all’oblio, troppo estrosa, troppo stravagante, troppo sconvolgente, per gli anni della ricostruzione meglio un tranquillizzante rosa chanel della tranchant Mademoiselle piuttosto che lo sferzante rosa al neon.

In futuro solo gli abiti scultura di Capucci avranno lo stesso gusto spettacolare di quelli di Schiap, ma la dinastia Schiapparelli non abbandonerà il mondo della moda, Marisa Berenson, nipote di Elsa, sarà la top model più aristocratica degli anni '60 e’70 e protagonista del film di Kubrik  Barry Lindon, Carla Bruni applicati di più.