sabato 7 dicembre 2013

Editoriale: Fashion Vintage e second hand vietato confonderli


Lo stile di vita delle persone si sta lentamente modificando; le abitudini degli italiani stanno subendo dei cambiamenti dovuti al protrarsi della crisi economica che porta le famiglie ad essere più accorte nelle spese potendo contare su un minore introito.
La Camera di Commercio della Regione Lombardia in una sua recente ricerca ha messo in evidenza che il mercato del second hand e del vintage si sta trasformando da nicchia a solida realtà che permette a chi vende di ottenere un piccolo guadagno e a chi compra di risparmiare.
Il modello economico basato sul consumismo esasperato sembra destinato a ridimensionarsi e ad essere corretto: la vita di tutti i giorni ci porta ad accumulare cose che finiscono per essere superflue e inutilizzate anche se nuove o quasi nuove. Ecco quindi che il ri-uso ed il re-impiego di oggetti scartati da qualcuno ma utili per altri può essere una soluzione più economica ed ecologica del processo di raccolta differenziata e riciclaggio che richiede inevitabilmente una complessa organizzazione per trasformare nuovamente i materiali.
Nel second hand un posto a parte lo occupano i negozi di vintage.
Vintage non è semplicemente un oggetto usato, bensì un oggetto che testimonia lo stile di un'epoca.
Sicuramente il vintage si oppone alla globalizzazione dello stile imposto dalla catene low price e permette di crearsi uno stile personale ed originale, occorre però sapere abbinare e dosare capi ed accessori, l'effetto nonna Abelarda per le meno esperte è dietro l'angolo.