martedì 23 agosto 2016

Incursione nella Tuscia: Vitorchiano e Civita di Bagnoregio

Veduta di Vitorchiano, Tuscia - Foto di Monica Gatti
Il secondo giorno abbiamo fatto un'incursione nella Tuscia.
Con questo termine i latini indicavano le terre degli etruschi attorno alla provincia di Viterbo, la Tuscia infatti occupa la parte dell'alto Lazio e si trova al confine tra Toscana ed Umbria.
Il suo paesaggio è ancora oggi molto suggestivo: noi abbiamo percorso delle strade secondarie e ci siamo trovati immersi in una campagna placida ricca di vie alberate di faggi, castagni e querce.
La Tuscia è ricca di piccoli borghi medioevali arroccati su costoni di tufo, la nostra meta era Civita di Bagnoregio, ma lungo la via ci siamo imbattuti nel borgo di Vitorchiano che sorge su una rupe di peperino e abbiamo deciso di fermarci.

Fontana a Fuso, Vitorchiano - Foto di Monica Gatti
Vitorchiano, con le sue case costruite a strapiombo, i vicoli stretti e pittoreschi e la sua cinta muraria ancora integra, conserva magnificamente il suo aspetto medioevale.

Fontana abbeveratoio, Vitorchiano - Foto di Monica Gatti
Per gli amanti del cinema ricordo che proprio in questo borgo vennero girate alcune scene del film di Mario Monicelli, "L'armata Brancaleone".
Vitorchiano non era nei nostri programmi, quindi l'abbiamo girata velocemente, giusto il tempo di prendere un caffè, ma mi sono ripromessa di tornarci.

Veduta di Civita di Bagnoregio, Lazio - Foto di Monica Gatti
Pochi minuti di viaggio e siamo giunti alla nostra meta, la splendida Civita di Bagnoregio!
Civita sembra un luogo incantato, si staglia solitaria nella valle dominata dai calanchi e la si può raggiungere solo a piedi, attraversando un ponte lungo 300 metri.

La piazza principale di Civita di Bagnoregio, Lazio - Foto di Monica Gatti
E' soprannominata la Città che muore, in quanto purtroppo la collina sulla quale sorge è soggetta ad una forte erosione.
Negli ultimi 500 anni la superficie del Paese si è ridotta del 20 - 25 per cento e per scongiurare ulteriori crolli occorre costantemente attuare una strategia di contenimento delle frane.

La porta di ingresso di Civita, detta Porta di Santa Maria o della Cava, Lazio - Foto di Monica Gatti
Attualmente a Civita abitano dagli 8 ai 10 residenti fissi tutto l'anno, le rimanenti abitazioni sono seconde case acquistate sia da italiani, sia da stranieri, oltre alle attività commerciali.

Il paesaggio dei Calanchi fotografato dal Belvedere, Civita di Bagnoregio - Foto di Monica Gatti
Le migliori fotografie dei calanchi che circondano Civita le potete fare dal Belvedere, ma anche visitando il più bel giardino di Civita, quello dell'Azienda agricola Campomoro.

Giardino dell'Azienda agricola Campomoro, Civita di Bagnoregio - Foto di Monica Gatti
Facendo una piccola "offerta potrete entrare in questo giardino privato e ammirare e fotografare il paesaggio.

Particolare del giardino dell'Azienda agricola Campomoro, Civita di Bagnoregio, Lazio - Foto di Monica Gatti
Fatelo in quanto ne vale assolutamente la pena, ed il proprietario è molto simpatico, gentile e chiacchierone.

Calanchi fotografati dal giardino dell'Azienda agricola Campomoro, Civita di Bagnoregio, Lazio - Foto di Monica Gatti
Per accedere a Civita occorre pagare un biglietto di ingresso (1 euro e 50 centesimi), tuttavia si possono scegliere varie opzioni, il biglietto può avere un costo leggermente superiore se si sceglie di avere il pranzo compreso nella visita.
Noi ovviamente abbiamo optato per questa seconda soluzione.

Brindisi nella piazza principale di Civita di Bagnoregio - Foto di Monica Gatti
Abbiamo dunque brindato nella piazza principale alla bellezza senza tempo di Civita!
Il terzo ed ultimo giorno del nostro mini tour ci riporterà in Umbria, verso l'altopiano di Castelluccio di Norcia.

domenica 21 agosto 2016

Piediluco dalle placide acque, Labro come lucertola al sole, Alviano dei capitani di ventura

Monte dell'Eco, Lago Piediluco, Umbria - Foto di Monica Gatti
La mattinata, come avete avuto modo di leggere nel post precedente, l'abbiamo trascorsa alla cascata delle Marmore, facendo trekking. 
Il pomeriggio avevamo invece voglia di stare polleggiati; ci siamo quindi diretti al Lago Piediluco, che dista circa 6 km dalle Marmore.

Lago Piediluco, Umbria - Foto di Monica Gatti
Uno specchio d'acqua che assomiglia ad un lago alpino, con un piccolo borgo tranquillo.

Lago Piediluco, Umbria - Foto di Monica Gatti
Un posto perfetto per rilassarsi, ma anche per fare sport, infatti a Piediluco vi è una delle sedi federali del canottaggio, organizzatrice di prestigiose gare internazionali. Questo borgo è però famoso anche per la Festa delle Acque che celebra ogni anno il solstizio d'estate, e per il Baccanale dei giorni che precedono il ferragosto.

Santuario di San Francesco, Piediluco - Foto di Monica Gatti
Unendo il profano al sacro, Piediluco può anche essere una buona meta per il turismo religioso, in quanto sede di uno dei Santuari di San Francesco, dove è custodita una reliquia del Santo e dove si può ricevere l'indulgenza plenaria.

Dopo esserci riposati ma soprattutto rifocillati, siamo ripartiti alla volta dell'incantevole Labro,

Veduta panoramica di Labro, Lazio - Foto di Monica Gatti
La visione di Labro che si staglia sotto un cielo turchino, ci immerge nei paesaggi amati dai pittori del Grand Tour.
Oggi questo borgo dalle bianche pietre segna il confine tra Umbria e Lazio, nel medio evo segnava invece il confine tra papato ed impero, divenendo quindi terreno di scontro tra guelfi e ghibellini.

Labro, particolare delle sue case, Lazio - Foto di Monica Gatti
In epoca moderna la sua rinascita è legata ad un visionario architetto belga.

Lungo le vie di Labro, Lazio - Foto di Monica Gatti

Negli anni '60 Labro era quasi completamente spopolato ed era destinato a morire come centro urbano, senonché nel 1966 vi giunge l'architetto Ivan Van Mossevelde, amico della nobile famiglia Vitelleschi. originaria del posto. 
Il colpo di fulmine è immediato, Van Mossevelde subisce la magia della luce che scivola sulle pietre dei muri, ma soprattutto intuisce che il contesto ambientale e la posizione geografica del piccolo paese, tra Umbria e Lazio, tra Rieti e Roma, rende il borgo potenzialmente interessante per un turismo internazionale sensibile ai valori della cultura!

Particolare delle case di Labro, Lazio - Foto di Monica Gatti
Van Mossevelde guida il recupero conservando l'assetto altomedievale dell'impianto urbanistico caratterizzato dall'arroccamento ed opera prima un consolidamento strutturale del paese recuperando le pavimentazioni e poi recuperando le abitazioni, utilizzando sempre materiali tradizionali.

Finestra di una delle case di Labro, Lazio - Foto di Monica Gatti
Oggi Labro è sede di una ricca comunità internazionale: belgi, inglesi, americani, norvegesi che hanno acquistato casa e che contribuiscono a diffondere il nome di Labro nel mondo.

Labro, particolare, Lazio - Foto di Monica Gatti
Se volete immergervi in questo tepore di pace vi suggerisco come alloggio l'Albergo diffuso Crispolti; e, se le vostre finanze ve lo permettono, lo stesso castello della famiglia Vitelleschi, entrato a fare parte del circuito delle dimore storiche: Castello Nobili Vitelleschi.

Rocca di Alviano, Umbria - Foto di Monica Gatti
Siamo ormai giunti al tramonto di una splendida giornata e dopo Marmore, Piediluco, Labro, il nostro tour ha ancora spazio per una puntatina ad Alviano e Arrone.
Il castello di Alviano venne eretto per volontà di Bartolomeo d'Alviano, uno dei più coraggiosi capitani di ventura del Quatrocento, nonché architetto militare.
La maestosa fortezza quadrangolare è ora sede di tre musei: il museo multimediale dei capitani di ventura, il museo della civiltà contadina e il centro di documentazione dell'oasi di Alviano.

Arrone, Umbria - Foto di Monica Gatti
Arrone deve invece il suo nome ad un nobile romano che si impossessò del promontorio roccioso e su di esso costruì un castello che costituì il primo nucleo del paese.
Oggi un comitato di cittadini cerca di mantenere vivo la parte più antica del Paese.

La torre civica ed i vicoli del castello di Arrone, Umbria - Foto di Monica Gatti
E così, tra i vicoli fioriti di Arrone termina il nostro primo giorno del mini tour tra Umbria e Lazio.

sabato 20 agosto 2016

L'inferno delle acque cantato da Byron, la cascata delle Marmore

Cascata delle Marmore, Umbria - Foto di Monica Gatti
Prometto sempre di mettere on line tutti i miei viaggi attuali e passati per fornire informazioni e dare suggerimenti e spunti per i week end o le vacanze, poi rimango puntualmente indietro; ma per fortuna questo è un blog e non un magazine che deve uscire ogni settimana.

Viaggio fatto qualche tempo fa, che mi ha condotto tra Umbria e Tuscia.
Campo base l'albergo Rocca Ranne a Montefranco nella Valnerina (Umbria), durata del viaggio tre giorni.

Cascata delle Marmore, Umbria - Foto di Monica Gatti
Il primo giorno è stato dedicato tutto alla Cascata delle Marmore, regina del Grand Tour ottocentesco, i suoi 162 metri di salto affascinarono anche il più bello e maledetto tra i poeti inglesi: Lord Gordon Byron.
Pazzo, cattivo e pericoloso da conoscersi (così lo descrisse Caroline Lamb, isterica amante respinta), Byron affascinava e seduceva in egual misura donne e uomini, e a causa della sua condotta scandalosa a 28 anni si trovò a dover abbandonare la nebbiosa Albione per riparare sul continente. 
Nel suo girovagare, Byron fece dell'Italia la sua patria d'adozione, imparando a parlare e a scrivere la nostra lingua e a conoscere la nostra letteratura. Ripercorrendo in parte lo stesso itinerario di Goethe, Byron, attraversando l'Umbria, fu colpito dalla suggestiva bellezza del Lago Trasimeno, dalle fonti del Clitunno e dalle cascate delle Marmore.

Arcobaleno che si vede dal salto iniziale della cascata delle Marmore, Umbria - Foto di Monica Gatti

Nel suo poemetto "Childe Harold's Pilgrimage", un centinaio di strofe sono dedicate proprio alle bellezze paesaggistiche dell'Umbria e ovviamente alla cascata delle Marmore.

Cascata delle Marmore, il primo salto, Umbria - Foto di Monica Gatti

Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura
il Velino fende il baratro consunto dai flutti.
Caduta di acque! Veloce come la luce,
la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l'abisso.
Inferno di acque! là dove queste urlano e sibilano e ribollono nell'eterna tortura;
mentre il sudore della loro immane agonia, spremuto da questo loro Flegetonte, abbraccia le nere rocce che circondano l'abisso, disposte con dispietato orrore,

Cascata delle Marmore. Umbria, particolare del secondo salto - Foto di Monica Gatti
e sale in spuma verso il cielo, per ricaderne in un incessante scroscio,
che, con la sua inesausta nube di mite pioggia,
reca un eterno aprile al terreno attorno, rendendolo tutto uno smeraldo: - quanto profondo è l'abisso! E come di roccia in roccia il gigantesco Elemento balza
con delirante salto, abbattendo le rupi che,
consunte e squarciate dai suoi feroci passi,
concedono in abissi uno spaventoso sfogo

Parco della Cascata delle Marmore, Umbria - Foto di Monica Gatti

alla poderosa colonna d'acqua che continua a
fluire e sembra piuttosto la sorgente di un
giovane mare, divelto dal grembo di montagne dalle doglie di un nuovo mondo, che non
soltanto la fonte di fiumi che scorrono fluenti in
numerosi meandri attraverso la valle! Volgiti
indietro! Vedi, dove esso si avanza simile ad una
Eternità, quasi che dovesse spazzar via tutto ciò
che trova sul suo cammino, affascinando l'occhio col Terrore - impareggiabile cateratta,

Parco della Cascata delle Marmore,Umbria,  particolare - Foto di Monica Gatti
orribilmente bella! ma sul margine, da una parte all'altra,
sotto lo scintillante mattino, posa un'iride tra gli infernali gorghi,
simile alla Speranza presso un letto di morte, e,
inconsunta nelle sue fisse tinte,
mentre tutto là attorno è dilaniato
dalle acque infuriate, innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro r
aggi intatti, e sembra, tra l'orrore della scena,
l'Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto.

Lord Gordon Byron - Childe Harold's Pilgrimage - traduzione Aldo Ricci, Sansoni Editore

Piscina naturale nel parco delle Cascate delle Marmore, Umbria - Foto di Monica Gatti
Ed ora dopo questa parentesi letteraria in puro stile Gatita - Bignami, ecco le mie dritte per godersi al meglio la giornata.


  • Il biglietto di ingresso vale due giorni, è un'escursione adatta a tutti, anche alle famiglie, in quanto nel parco esistono sentieri per chi ha bimbi al seguito e altri per chi vuole fare trekking. L'abbigliamento sportivo e pratico è di rigore se volete fare l'escursione, il sandalino e la gonna vanno bene invece se ritornate di sera e vi fermate solo a Piazzale Byron per sorseggiare una bibita e ammirare romanticamente la cascata illuminata.
  • La cascata delle Marmore è doggy lover, infatti possiamo portare con noi i nostri adorati quattro zampe scodinzolanti, ovviamente tenuti al guinzaglio e con museruola.
  • La cascata è artificiale, venne creata dal console romano Curio Dentato per bonificare la piana reatina. Oggi le sue acque servono per alimentare le centrali idroelettriche quindi il rilascio dell'acqua è controllato. Se volete fare delle splendide fotografie tenete presente che la massima gettata di acqua viene raggiunta 10 minuti dopo la sua apertura.




  • La cascata delle Marmore non può certo essere paragonata a quelle del Niagara, tuttavia le Marmore sono la cascata più grande d'Europa e proprio sotto il primo salto esiste il balcone degli innamorati, è quindi lecito per tutte noi trascinare sotto l'acqua il nostro coraggioso Romeo e sentirci un pò....Giulietta? Noooo, sentirci come Marilyn nel film Niagara! Quindi per noi trucco waterproof e impermeabile, quest'ultimo ovviamente anche per lui.